Altro che supercafoni

“There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about” (O. Wilde). O anche “Bene o male, l’importante è parlarne”. E infatti sono qui a scrivere un post sul nuovo programma di Italia 1: Tamarreide.

(Mmmh… citare Oscar Wilde e Tamarreide nella stessa frase ha un non-so-che di blasfemo!)

A me quel genere di tv non piace, ma la convivenza è fatta anche di compromessi, e Lui era curioso di vederlo. E quindi l’ho visto. In silenzio. Mordendomi (quasi sempre) la lingua per evitare commenti acidi. Ora non mi va di sprecare troppe parole, ma ho alcune perle da segnalare:

  • gli interventi dei tamarri con origini meridionali (sì, i terroni) sono stati quasi sempre sottotitolati. A loro modo, ma stavano comunque parlando in italiano, non in una lingua straniera e nemmeno in dialetto! Si capiva perfettamente anche il tamarro-siculo…
  • nei sottotitoli sono spesso stati corretti gli errori grammaticali, specie sui congiuntivi. Per esempio: “Se lo sapevo non lo facevo” viene sottotitolato “Se l’avessi saputo non l’avrei fatto”. Mi chiedo perchè farlo, se poi le stronzate più grosse vengono prontamente sottolineate con un fermo immagine e sovrimpressione della stronzata stessa
  • ho notato un immotivato feticismo nei confronti degli avambracci.
    Lui: “Che, ce lo trovi un còre quaddentro?” Lei: “Si, i tuo i avambracci mi fanno impazzire proprio, ma secondo me c’è molto di più in te”
    poi Lui, non so se prima o dopo essersela scopata: “Io non lo voglio fà l’amore se stà ubriaca, cioè se le tocco l’avambraccio e lei pensa che è la spalla, a me nun me piace”
  • credo di aver colto una velata omofobia. Lui, spogliarellista vagamente effemminato con le sopracciglia rifatte, Lei: “Cioè, hanno fatto bene a urlargli frocio
  • “Ho sempre sognato di fare questo viaggio”, “Questa esperienza era il sogno della mia vita“. Ma è un programma nuovo… prima non esisteva… che razza di vita hai avuto…
  • i genitori dei tamarri erano tutti idioti come minimo quanto i loro figli. Alcuni di più. (Tranne il sig. Gesualdo. Sappia che la stimo molto)

Di certo non si tratta di un programma con pretese educative, e forse facendo zapping avrei trovato anche di peggio, ma non ho potuto fare a meno di pensare “quanto siamo caduti in basso”. Non temo comunque che questo Tamarreide possa essere di cattivo esempio per iGGiovani, perchè tanto si sono già sputtanati il cervello da tempo…

Semplicemente, nonostante mi tocchi confessare che qualche (amara) risata me l’hanno strappata, come tamarro preferisco di gran lunga er Piotta!

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2 comments

  1. Carissima ING.
    che grande sbaglio è stato concedere 10 minuti del mio tempo a quella sottospecie di programma…reality…cagata!!
    sono rimasta senza parole, in questi anni la televisione è andata peggiorando, pensavo che fossero già arrivati a raschiare il fondo del barile…e invece…minchia hanno scavato e sono andati ancora più giù!!
    E’ stato istruttivo no…come con poche accortezze o parole…si possa denigrare e umiliare una persona o una regione intera perchè no??!! (vedi i sottotitoli al tamarro-siculo) per non parlare di quella ignorante, stupida, amorfa, ragazzina, che se ne esce con la frase: “torna a fare il contadino” ma sei deficente??
    Tanto di cappello a chi lavora la terra, a chi la bagna col suo sudore, a chi arriva distrutto a casa ma ogni giorno vede “crescere” il suo lavoro.
    Concludo con: “Io sono intelligente e non lo guarderò mai più….e tu??”

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