Beata ignoranza

Scenario uno: Monte Baldo. Prima di partire per l’escursione gli uomini rassicurano l’ing e la sua amica M.: “Non preoccupatevi, è un’oretta di camminata tranquilla, se siete in difficoltà comunque ci fermiamo”, e via così. E l’amica M. risponde: “Ma sì, se ce la fa l’ing. ce la faccio tranquillamente anche io!”

No vabè grazie…

Scenario due: la Biennale di Venezia. L’ing. + amica S. macinano chilometri su chilometri (con scarpe non adatte a macinare chilometri) e visitano la mostra.

Ing: “Sarà, ma io apprezzo fino a un certo punto l’arte moderna…”
S: “Contemporanea”
Ing: “(stradiquel…) … Apprezzo fino a un certo punto l’arte CON-TEM-PO-RA-NE-A. Alcune cose mi piacciono. Alcune non mi dicono nulla. Alcune mi sembrano delle cagate pazzesche…”
S: “Ma io sono voluta venire qui con te proprio perchè tu non capisci niente di queste cose!”

Prendi e porta a casa…

nomaiononintendevo…! manocosahaicapito…!

Tsk. Tsk.

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